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Tutti i dintorni La torre medievale e il grande rosso delle Langhe

Barbaresco, la torre sopra il Tanaro

A circa 20 km dalla struttura, il Borgo Barbaresco dà il nome a uno dei grandi rossi piemontesi. Dalla sua torre medievale dell'XI secolo lo sguardo domina un panorama di vigneti che arriva fino al Tanaro.

Circa 20 km
Borgo Barbaresco
Borgo Barbaresco

Ci sono nomi che nel mondo del vino bastano da soli. Uno di questi è Barbaresco, il piccolo paese delle Langhe che ha dato il nome a uno dei grandi rossi piemontesi. Il Borgo Barbaresco si trova a circa 20 km dalla struttura, su un crinale affacciato sulla valle del Tanaro, ed è una meta raccolta e luminosa, ideale per una mezza giornata tra storia, vigneti e panorami.

La torre medievale sul Tanaro

Il simbolo del borgo è la torre di Barbaresco, costruita intorno all'XI secolo. A base quadrata, alta oltre trenta metri, faceva parte di un sistema di torri di avvistamento disposte lungo la valle del Tanaro, utili a controllare il fiume e le vie di comunicazione in un'epoca di incursioni e contese. La sua posizione strategica la rese a lungo oggetto di disputa tra Alba e Asti, le due città che si contendevano queste colline. Oggi la torre è stata recuperata e la sua sommità ospita una terrazza panoramica: da lassù lo sguardo spazia sul Tanaro che scorre in basso, sulle colline di vigneti tutto intorno e, nelle giornate limpide, sulla corona delle Alpi all'orizzonte.

Il borgo e il suo vino

Il centro di Barbaresco si attraversa in pochi minuti, lungo la strada principale che porta dalla parte alta del paese fino alla torre. Case in mattoni, piccole piazze e affacci improvvisi sui filari accompagnano la passeggiata. Qui l'identità del luogo coincide con il vino: il Barbaresco è un rosso ottenuto da uve Nebbiolo, riconosciuto come DOC nel 1966 e come DOCG nel 1980. La zona di produzione comprende i comuni di Barbaresco, Neive e Treiso e una parte del territorio di Alba. Nel borgo ha sede l'Enoteca Regionale del Barbaresco, ospitata in un edificio storico legato a un'antica confraternita, che promuove i vini delle colline circostanti.

Un panorama di vigneti

Chi arriva a Barbaresco resta colpito soprattutto dal paesaggio. Le colline sono disegnate dai filari di Nebbiolo, che seguono le curve del terreno e cambiano colore con le stagioni: verdi e fitti in estate, rossi e dorati dopo la vendemmia, essenziali e grafici in inverno. Queste colline fanno parte dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuti patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2014. Diversi sentieri collegano Barbaresco ai paesi circostanti, tra cui Neive, e permettono di camminare tra le vigne con scarpe comode e un po' di tempo a disposizione.

Una tappa dalla collina di San Grato

Da Ca ed Giuanoto si raggiunge Barbaresco in auto attraversando le colline delle Langhe, ed è facile combinarlo con una sosta a Neive, che si trova lungo la stessa direttrice. Si può salire alla torre al mattino, quando la luce è più nitida, passeggiare nel borgo e rientrare nel pomeriggio, per ritrovare dal terrazzino dell'appartamento un paesaggio diverso, quello del Moscato, ma con la stessa armonia di filari e colline.

Consigli pratici

  • La terrazza della torre è accessibile con modalità e aperture che variano nel corso dell'anno: verificate prima sui canali ufficiali del Comune o dell'ente turistico.
  • Il borgo è piccolo e si gira bene a piedi: parcheggiate negli spazi indicati all'ingresso del paese e godetevi la passeggiata fino al belvedere.
  • Se partecipate a una degustazione, ricordate che le strade tra Barbaresco e Santo Stefano Belbo sono di collina, strette e con molte curve: scegliete in anticipo chi guida.
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