Il castello di Grinzane Cavour in mattoni rossi con torri angolari, sede dell'Enoteca Regionale Piemontese Cavour, sotto un cielo azzurro
Castello di Grinzane Cavour — foto: Fabio Carassio · CC0 · Wikimedia Commons

Tra le colline delle Langhe e del Monferrato astigiano il vino non è un'attrazione costruita per i visitatori: è il lavoro quotidiano di migliaia di famiglie, la ragione per cui i versanti sono disegnati a filari e i paesi hanno cantine scavate sotto le case. Visitare un'azienda vinicola, assaggiare un Moscato d'Asti accanto a chi lo produce, scendere in una cantina storica sono tra le esperienze più belle di un soggiorno da queste parti. Per viverle bene, però, servono un po' di organizzazione e qualche attenzione, che raccogliamo qui.

Prenotare sempre, e con anticipo

La regola principale è semplice: in cantina non ci si presenta senza avvisare. Molte aziende del territorio sono piccole realtà familiari, in cui le stesse persone curano la vigna, la vinificazione e l'accoglienza; aprono volentieri le porte, ma su appuntamento. Contattatele qualche giorno prima, indicando il numero di persone, la lingua preferita e se desiderate soltanto assaggiare o anche visitare vigneti e locali di affinamento. Le degustazioni sono quasi sempre a pagamento o legate all'acquisto di bottiglie: chiedete le condizioni al momento della prenotazione.

Tenete conto anche del calendario agricolo. Durante la vendemmia, che per il Moscato comincia di solito tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, le aziende sono impegnatissime e qualcuna sospende le visite; in compenso è il momento in cui si respira di più l'atmosfera del lavoro in vigna. Primavera e tardo autunno sono spesso le stagioni più tranquille per conversare con calma con i produttori. Meglio non programmare più di due o tre visite al giorno: ogni degustazione richiede tempo, e la fretta toglie gusto all'esperienza.

Le Enoteche Regionali: un punto di partenza

Se volete farvi un'idea del territorio prima di scegliere le aziende, le Enoteche Regionali del Piemonte sono un ottimo inizio. Sono strutture riconosciute dalla Regione, spesso ospitate in edifici storici, dove si possono assaggiare e acquistare vini di molti produttori della zona e ricevere informazioni su itinerari e manifestazioni. Nei dintorni di Santo Stefano Belbo ce ne sono diverse. A Canelli ha sede l'Enoteca Regionale di Canelli e dell'Astesana, dedicata ai vini della città del Moscato e delle colline astigiane. A Mango, nel castello che domina il paese, ha riaperto l'Enoteca Regionale Colline del Moscato, dedicata al Moscato d'Asti e all'Asti spumante.

Spostandosi verso Alba, l'Enoteca Regionale del Barbaresco occupa un'antica chiesa sconsacrata nel cuore di Barbaresco, mentre l'Enoteca Regionale Piemontese Cavour, la prima a essere istituita in Piemonte, ha sede nel castello di Grinzane Cavour, che si visita anche per la sua storia. A Barolo l'enoteca regionale si trova nelle cantine del castello comunale. Giorni e orari di apertura cambiano con le stagioni: verificateli sui siti ufficiali delle singole enoteche prima di mettervi in strada.

Canelli merita un discorso a parte per le cantine storiche scavate nel tufo sotto la collina, conosciute come cattedrali sotterranee e comprese nel sito UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato. Alcune sono visitabili su prenotazione, e le informazioni aggiornate si trovano presso l'ufficio turistico della città.

Chi guida non beve

È il punto su cui non si scherza. Le strade di collina sono strette, piene di curve e frequentate da trattori, e i controlli non mancano, soprattutto nei fine settimana d'autunno. Decidete prima di partire chi sarà il guidatore della giornata: potrà comunque annusare, osservare il colore, assaggiare un sorso e usare la sputacchiera, come fanno abitualmente i professionisti, senza che nessuno se ne stupisca. Ricordate che per i neopatentati il limite consentito è zero. In alternativa esistono servizi di trasporto con conducente e tour organizzati, utili soprattutto per le giornate dedicate al Barolo e al Barbaresco.

Consiglio pratico: mangiate qualcosa prima e durante le degustazioni, bevete acqua tra un assaggio e l'altro e, se acquistate bottiglie in estate, non lasciatele a lungo in un'auto al sole. Una borsa termica nel bagagliaio aiuta a portarle a casa in buone condizioni.

Piccole regole di cortesia

In cantina valgono le regole di qualsiasi ospitalità: arrivare puntuali, avvisare se si fa tardi o si deve disdire, non indossare profumi intensi che disturbano gli assaggi, chiedere prima di fotografare persone o locali. Non è obbligatorio acquistare, ma un piccolo acquisto è un modo gentile per ringraziare chi vi ha dedicato tempo. Chi soggiorna a Ca ed Giuanoto, a dieci minuti d'auto da Canelli e a una mezz'ora da Alba, può alternare giornate tra le cantine e giornate di riposo sul terrazzino affacciato sulle vigne di Moscato, magari con una bottiglia scelta durante le visite.

Dopo le cantine, un terrazzino sulle vigne

Da Ca ed Giuanoto Canelli è a dieci minuti e Alba a una mezz'ora: le colline del vino sono a portata di mano, e la sera si rientra in campagna.