Se c'è una stagione in cui le Langhe mostrano tutto il loro carattere, è l'autunno. Le colline cambiano colore settimana dopo settimana, le cantine lavorano a pieno ritmo, la mattina la nebbia riempie le valli e lascia emergere solo i crinali e i campanili. È il tempo della vendemmia, del tartufo bianco e delle prime cene davanti al camino: un periodo intenso e insieme raccolto, che invita a rallentare.
La vendemmia, dal Moscato al Nebbiolo
Sulle colline di Santo Stefano Belbo la stagione della raccolta comincia presto, già a fine estate, con il Moscato, che matura prima delle altre uve. Poi, con il passare delle settimane, tocca alle uve rosse: il Dolcetto, la Barbera e infine il Nebbiolo, l'uva da cui nascono il Barolo e il Barbaresco, che di solito si raccoglie in ottobre. Per chi soggiorna da queste parti, significa vedere i filari pieni di persone al lavoro, le cassette impilate ai bordi delle vigne, i trattori che scendono lenti verso le cantine, e sentire nell'aria quel profumo di mosto che accompagna le giornate.
La vendemmia è prima di tutto un lavoro, e molto faticoso su pendenze come queste. Godersela significa rispettarla: guardarla dalla strada, salutare chi lavora, non entrare nei filari senza essere invitati. Molte aziende, proprio in queste settimane, hanno meno tempo per le visite: chi desidera una degustazione fa bene a chiedere con anticipo.
I colori delle vigne
Dopo la raccolta, le vigne iniziano a cambiare colore. Le foglie passano dal verde al giallo, all'arancio, al rosso, e ogni vitigno ha le sue sfumature: alcune colline sembrano dorate, altre si accendono di rosso ruggine. Tra metà ottobre e i primi di novembre, con il sole basso del pomeriggio, il paesaggio delle Langhe diventa un mosaico che cambia aspetto a ogni curva, punteggiato dai noccioleti e dai boschi che a loro volta ingialliscono.
È il momento migliore per le passeggiate tra i vigneti e per i giri in auto tra un paese e l'altro, senza fretta. Da Santo Stefano Belbo si raggiungono facilmente Canelli, a circa 7 km, Neive, a circa 15 km, e Barbaresco, a circa 20 km: ognuno offre belvedere da cui la vista spazia per chilometri sulle colline vitate. Questo paesaggio, plasmato da secoli di lavoro in vigna, è riconosciuto dal 2014 come Patrimonio dell'Umanità UNESCO, nel sito dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato.
Il tartufo bianco e la fiera di Alba
L'autunno nelle Langhe è anche la stagione del tartufo bianco, il Tuber magnatum Pico. Cresce spontaneamente nel sottosuolo, legato alle radici di alcuni alberi come querce, tigli, pioppi e salici, e viene cercato dai trifolai con i loro cani, spesso di notte o alle prime luci, secondo una tradizione che si tramanda da generazioni insieme ai luoghi di ricerca, custoditi con grande riserbo. In cucina si usa crudo, a scaglie sottili, sopra piatti semplici che non ne coprano il profumo: i tajarin al burro, l'uovo al tegamino, la carne cruda battuta al coltello.
Il grande appuntamento della stagione è la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, che si svolge ogni anno ad Alba nei fine settimana tra ottobre e l'inizio di dicembre, con il mercato del tartufo, degustazioni, incontri e iniziative nel centro storico. Alba si trova a circa mezz'ora d'auto da Santo Stefano Belbo. Date e programma cambiano di anno in anno: conviene consultare il sito ufficiale della Fiera prima di partire.
Le nebbie e la luce di novembre
La nebbia, del resto, fa parte del fascino dell'autunno langarolo. Secondo una spiegazione tradizionale, il nome stesso del Nebbiolo deriverebbe proprio dalle nebbie che avvolgono le colline nel periodo della sua vendemmia. Nelle giornate più belle, salendo di quota, si esce dalla coltre bianca e ci si ritrova al sole, con le valli sotto di sé come un mare e, sullo sfondo, l'arco delle Alpi.
Ca ed Giuanoto, sulla collina di San Grato, a circa 2 km dal centro di Santo Stefano Belbo, è un buon punto di osservazione per queste giornate: dal terrazzino affacciato sul giardino e sulle vigne di Moscato si segue il cambiare della luce dall'alba al tramonto. Le sere si accorciano, e dopo una giornata tra fiere, borghi e vigneti è piacevole rientrare in un appartamento tranquillo, preparare una cena con i prodotti di stagione e lasciare che le colline si spengano lentamente fuori dalla finestra.
L'autunno delle Langhe visto dalla collina di San Grato
Ca ed Giuanoto si affaccia sui vigneti di Moscato: un appartamento tranquillo da cui partire per vendemmia, borghi e fiera del tartufo, e dove rientrare la sera.