Canelli è conosciuta soprattutto per il vino: per le sue cantine scavate sotto la collina, per lo spumante, per i vigneti di Moscato che le fanno corona. Ma questa cittadina sul torrente Belbo custodisce anche una memoria guerriera, che da anni si trasforma in festa. Nel mese di giugno, per un fine settimana, Canelli torna al Seicento con la rievocazione dell'Assedio del 1613, uno degli appuntamenti storici più partecipati del Piemonte meridionale.
La storia: un borgo che resiste
All'inizio del Seicento il Monferrato era al centro di una contesa tra due potenze: i Gonzaga di Mantova, che ne detenevano il titolo, e i Savoia, che ambivano ad allargare i loro domini. Alla fine del 1612 la morte del duca Francesco IV Gonzaga aprì una questione di successione, e nella primavera del 1613 Carlo Emanuele I di Savoia mosse le sue truppe. Iniziava così quella che gli storici chiamano la prima guerra di successione del Monferrato.
Canelli, schierata con i Savoia, si trovò sulla linea del fronte. Le truppe gonzaghesche, guidate da Carlo Gonzaga di Nevers, che anni dopo sarebbe diventato duca di Mantova, posero l'assedio alla città. La tradizione racconta che gli abitanti, aiutati dai soldati sabaudi, resistettero con coraggio fino a costringere gli assedianti a ritirarsi. Quell'episodio rimase a lungo nella memoria collettiva della comunità, ed è proprio da questo ricordo che è nata la rievocazione.
La festa: il Seicento per le strade
La rievocazione si è svolta per molti anni nel terzo fine settimana di giugno e ha coinvolto, nelle sue edizioni più grandi, migliaia di figuranti in abiti seicenteschi. Durante la festa il centro storico si trasforma: compaiono accampamenti militari, botteghe di artigiani, mendicanti, frati, soldati e popolani, mentre le osterie e le taverne allestite per l'occasione servono piatti della tradizione. Anche il pubblico è invitato a entrare nel gioco, e chi lo desidera può vestirsi in costume d'epoca.
Dopo una lunga pausa, l'appuntamento è tornato in forma rinnovata con il titolo Canelli 1613. La nuova formula racconta i mesi che precedettero l'assedio più che la battaglia: la vita quotidiana del borgo, le prime notizie della guerra, le scaramucce con gli abitanti di Nizza, i bambini che giocano per strada e le osterie piene di musica. La festa si apre con una grande sfilata che sale dalla parte bassa della città fino alla Sternia, l'antica via acciottolata che conduce verso la parte alta del borgo, e prosegue con spettacoli e scene teatrali nelle piazze, spesso con l'interazione del pubblico.
Canelli oltre la festa
La rievocazione è un buon pretesto per scoprire una città che merita una visita in qualsiasi stagione. Canelli fa parte del sito UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, con la componente dedicata all'Asti Spumante. Sotto il centro si allungano le cosiddette cattedrali sotterranee, grandi cantine storiche scavate nel tufo della collina, dove per generazioni si è affinato lo spumante. Alcune sono visitabili su prenotazione, con percorsi che raccontano la storia del vino e della città.
Salendo lungo la Sternia si raggiunge il borgo di Villanova, la parte alta e più antica di Canelli, con le sue case addossate e gli scorci sulle colline. Da lassù lo sguardo spazia sui vigneti di Moscato che abbracciano la città e che proseguono, senza interruzione, verso Santo Stefano Belbo e la valle del Belbo.
Da Santo Stefano Belbo a Canelli
Canelli e Santo Stefano Belbo sono legate dallo stesso torrente e dagli stessi vigneti. Da Ca ed Giuanoto, sulla collina di San Grato, Canelli dista sette chilometri, dieci minuti d'auto: è facile scendere per la sfilata del pomeriggio, fermarsi fino a sera tra spettacoli e osterie e poi rientrare nella quiete della campagna. Se la vostra visita non coincide con la festa, Canelli resta comunque una tappa piacevole per una mezza giornata tra cantine, borgo antico e panorami. Per le date della prossima edizione e per il programma completo, fate riferimento ai canali ufficiali del Comune e del comitato organizzatore.
Canelli a dieci minuti, la quiete della collina al ritorno
Da Ca ed Giuanoto Canelli si raggiunge in dieci minuti d'auto: potete vivere la festa fino a sera e rientrare tra i vigneti di San Grato.